Questo è il post che parecchie volte ho temuto di non poter scrivere, almeno per quest'anno, invece, a sorpresa, eccolo arrivare a sorpresa come il piu' bel regalo: signori e signore:
IL CAGLIARI E' SALVO!
Quella squadretta che durante l'estate ha visto il tira e molla tra il suo ex allenatore Arrigoni e Cellino, che si giuravano amore e subito dopo si odiavano, che si scambiavano prima apprezzamenti e poi minacce e infine quello che sembrava il definitivo allontanamento. La squadretta che ha visto partire 10 dei suoi giocatori senza vederli rimpiazzati se non dai primavera classe 87-88, la squadra che ha visto il suo capitano e simbolo costretto a lasciare il calcio giocato. Quelli che hanno trovato il portiere titolare, Fabian Carini, a due giornate da inizio campionato, buttandolo in campo senza che sapesse nemmeno con quale squadra stesse giocando, e ovviamente con la complicità dei suoi errori grossolani. Prima partita(Siena-Cagliari), prima sconfitta e primo esonero. Tesser viene mandato via per non si sa quale motivo, un esonero che ha dell'assurdo soprattutto venendo a conoscenza del suo successore: Daniele Arrigoni, lo stesso del tira e molla estivo. Arrigoni effettua un ingresso trionfale in terra sarda, come se il clima non fosse già teso in sala stampa esordisce dicendo che Langella potrebbe benissimo cercare sistemazione altrove, Langella replica dicendo che Arrigoni non doveva certo aspettarsi di venire accolto acclamato dalla folla, e ne approfitta per ricordare a Cellino di provvedere a un suo aumento di stipendio, dato che prende meno del magazziniere del milan. Intanto i "tifosi" o chi per loro organizzano un casino al centro sportivo cercando di assalire sia Arrigoni che LAngella. Sale il clima di tensione e dopo qualche giorno un nuovo annuncio: Arrigoni si dimette, lui e Cellino credono che non ci siano i presupposti affinchè l'allenatore possa restare...oh, ma che scoperta! Seconda giornata (Cagliari-Lazio), secondo allenatore e primo pareggio.
Intanto arriva il nuovo allenatore, Davide Ballardini, colui che era il primo nome tra le liste estive degli allenatori papabili. Giovane, intelligente con un futuro trascorso tra primavera e c1. La terza di campionato è Cagliari-Messina, il cagliari gioca bene, Suazo fa un gol meraviglioso, Esposito successivamente segna il gol del 2-1..peccato che l'arbitro Giannoccaro non lo veda, la partita quindi termina con un pareggio. Successivamente con l'Empoli dopo un primo tempo splendido è un sonoro 3-1, 0-0 con la Roma a Cagliari, sconfitta nera per 3-0 a Lecce, 2-0 in casa contro il Milan, Cellino si dimette e fugge a Miami, Ghirardi è il nuovo presidente fantoccio, sconfitta per 2-1 in casa del Chievo, pareggio 1-1 col Livorno, e una sconfitta che sa tanto di beffa a Firenze, dove un cagliari stupendo e travolgente si fa applaudire dai cronisti e dai giornalisti fiorentini, Suazo fa un gol stupendo, l'arbitro Gabriele annulla il gol di Langella, Jorgensen e Toni segnano i gol del 2-1, i fiorentini impediscono a Conti di battere una punizione, Gabriele da ragione ai fiorentini e verrà mandato a quel paese da Daniele Conti che si beccherà il rosso diretto, seguito poco dopo da Michele Canini. Con treviso in casa è ancora 0-0, il cagliari non sa piu' vincere, il bilancio della gestione Ballardini è di 4 pareggi e 5 sconfitte.
Il cagliari a 5 punti dopo l'undicesima giornata di campionato esonera Ballardini e fa un terno al lotto ingaggiando Nedo Sonetti, chi meglio di lui conosceva quell'ambiente, quei calciatori e le situazioni disperate. Si mise subito a lavoro sul cervello dei giocatori piu' che sui piedi e tralasciando la sua prima partita, ovvero la trasferta a Reggio calabria (3-1) inizia una splendida rincorsa dove ormai piu' nulla è scontato, dove tutto è possibile e dove non 'c'è mai e poi mai da annoiarsi. E' da questo momento che dire il semplice risultato della partita non basta piu', ogni partita è stata una lotta e un impresa, dove inizialmente il gioco era smarrito e si lottava col cuore. 27 Novembre 2005, Cagliari-Sampdoria, seconda partita della gestione Sonetti, con una doppietta, Suazo (2 gol inediti nel suo repertorio) sorprende un imbarazzante Antonioli, il cagliari ritorna alla vittoria dopo ben 8 mesi. Partita abbastanza noiosa nei primi minuti, al 20' scatta la molla: Langella sembra dover alzare bandiera bianca per un infortunio molto serio, Sonetti si avvicina a lui e gli dice: "alzati subito o ti prendo a calci io!". LAngella si rialza come rigenerato, sembra tornato quello dei bei tempi, distrugge la difesa doriana, si procura la punizione del primo gol e serve a Suazo la palla del raddoppio. Alleluja!
Domenica dopo, Palermo-Cagliari, il palermo sembra già aver chiuso la partita dopo 20 minuti sul 2-0. 60 minuti tutti di marcatura rosanero fino a quando non si riscalda in panchina e poi fa il suo ingresso in campo Andrea Cossu, il folletto cagliaritano, il suo cuore e la sua abilità nel procurarsi cartellini e calciare punizioni da la svolta alla partita e fa incominciare la rimonta rossoblu'. Al 64 Conti segna su assist di Gobbi e la squadra capisce che puo' ancora crederci, fino all'ultimo, ovvero quando Francesco Bega si fa trovare pronto su un cross di Cossu e con una sforbiciata insacca il gol del 2-2, esultanza esagerata per Bega che sigla il suo primo gol nel calcio che conta denudandosi sotto la curva ospiti battendo i pugni sulle barriere di plexiglas. Non vale la pena ricordare Juventus-Cagliari, non c'era storia, sonoro 4-0. Ascoli-Cagliari, 2-1 complici, bisogna ammetterlo, una fortuna gigantesca e l'arbitro Rodomonti che aveva qualcosina da farsi perdonare. Partita molto nervosa che però si mette subito bene per il cagliari, che, da un calcio d'angolo di Conti trova il vantaggio grazie all'autogol di Del Grosso. Il cagliari avanza in contropiede ma non riesce mai a concludere sottoporta, finchè nell'ennesima occasione, quando per un contatto con Langella viene fischiato il rigore che Suazo ovviamente non puo' sbagliare. L'ascoli avvicina le distanze con uno splendido gol di Biso, e si fa sempre piu' arrembante negli ultimi minuti, quando l'arbitro fischia la fine è una liberazione.
Parma-Cagliari, partita orrenda dove entrambe le squadre meriterebbero la sconfitta, peccato che il regolamento non lo preveda. Quel poco che si è visto era tutto opera di Marchionni, che mai ha finalizzato...per finalizzare c'è voluto un anticipo di Bega, che ha segnato l'autogol vittoria. L'unico a crederci fino all'ultimo è stato Campagnolo, che ha persino parato un rigore a Simplicio. Peccato che i compagni non l'avessero preso d'esempio. Intanto si riapre il calciomercato, si attendono chissà quali botti, si pensa che il cagliari necessita di una prima punta ..si parla di Brienza, Tiribocchi, Godeas e così via, ma sono solo nomi su nomi, caterve di niente. Tra lo sconcerto generale arriva Chimenti, terzo portiere della Juventus, nessuno credeva il lui…tantomeno noi che ci chiedevamo che cosa ce ne facessimo di un portiere dato che il buon Campagnolo stava facendo egregiamente il suo dovere…lo scopriremo piu’ avanti. Dal palermo invece arriva il buon Michele Ferri.
Intanto è già Cagliari-Udinese, la prima partita del 2006. In una bruttissima giornata d’inverno il cagliari vincerà per 2-1, nel primo tempo diciamo che fa tutto Sensini, Conti segna su punizione con la sua gentilissima collaborazione e successivamente segna anche nella porta avversaria. Nel secondo tempo la storia è ben diversa..nei primi 10 minuti Sonetti fa uscire il giovane Cocco e fa il suo ingresso in campo Antonio Langella, avvelenato dalle voci di calciomercato che lo vedevano partente verso ben altri lidi, entra caricato al massimo e con la voglia di spaccare il mondo. All’udinese intanto saltano i nervi, questo li porterà a giocare in 9 contro 11. Sonetti capisce che la vittoria è possibile e mette in campo anche Capone, che anche lui caricatissimo, a 5 minuti dalla fine serve l’assist perfetto a Langella che spiazza il portiere bianconero. Lo stadio esplode e Langella non si tira indietro ai festeggiamenti, mostra la maglia e si leva i pantaloncini rimanendo in mutande di fronte all’arbitro che non puo’ che ammonirlo, costringendolo a saltare Inter- Cagliari. A milano si disputa l’ennesima partita beffa, come costantemente accade con le grandi squadre, il cagliari gioca una grande gara alla pari del blasonato avversario. Il primo gol tantu po cambiai lo segna Martins, che quando si tratta di far male al cagliari non si tira mai indietro (arrori tengara!) e successivamente i rossoblu’ riescono in un impresa che quest’anno puo’ essere considerata pressoché impossibile: far segnare Adriano. La partita può sembrare finita, ma non per il cagliari, che dopo svariate occasioni e altrettanti salvataggi da parte di Chimenti (la gente comincia a capire quale grande affare ha compiuto comprandolo!) riesce trovare il gol del 2-1 con Esposito. L’arbitro Dattilo però si sente fuori dal gioco,vuole diventare protagonista e ammonisce Abeijon, colpevole di aver ricevuto una manata in faccia da Stankovic (impunito), ma non basta, Adriano nell’area di rigore inciampa su stesso durante un azione senza essere toccato da nessuno: Dattilo fischia il rigore. Adriano non sbaglia..grazie al piffero! Favalli distrugge le ossa ad Esposito, l’arbitro non vede, qualche minuto dopo assegna una punizione al cagliari, batte Suazo che con tutta la rabbia che ha in corpo gonfia la rete. I minuti finali narrano di un cagliari all’arrembaggio, di un inter che si difende in 12, ma alle volte i meriti, quando si gioca contro certe squadre e contro una certa categoria arbitrale non contano, si consuma quindi l’ennesima beffa. Il cagliari inizia e finisce il girone di andata con una sconfitta (immeritata). Il girone di ritorno sarà un'altra storia…ma ne parlerò nella prossima puntata.