Cosa potevo trovare di meglio per inaugurare la sessione autunno 2006 di questo blog lasciato a marcire per un'estate intera? Niente! Ciò che ho trovato è perfetto!
Quella che segue è una sorta di ballo cantato, unu "dillu" come si chiama in sardo. Un ballo cantato abbastanza ironico dove suocera e genero se ne dicono di tutti i colori. Data la nostra familiarità con i frastimi la posto per me e per la mia amica Lisse, così a su mancu ti torna il sorriso per 5 minuti. Inoltre non potevo che compiere questo atto d'amore in questo giorno designato da noi come perfetto: diciassettesettembre. Tivubbì, ma intanto Bentornata Nenny!
"Frastimare, no isco a frastimare"
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Generu: Ancu occana a balla sogra mia Ca no m’ha dadu sa fizza a colcare Su colbu cun s’astore ei s’istria Una missa li pottana cantare. Sorga: Ahi ischida tribulia Malannu chi t’assaccarrede Unu male chi t’ilbarrede In sa mezzus pitzinnia. Generu: Frastimare no isco a frastimare Ca Deu no m’ha dadu su talentu: Ancu si peset unu fogu tentu Chi no l’istudet s’abba e su mare. Sogra: Ahi su palattu si potat boltulare, E ponne’sa cobeltura a fundamentu Boltulare ti si potta’su palattu Sa rughe a denanti e tue fattu. Generu: Ischida’ Pissenta tronca Ca ti cantada Luciferru Sas cadenas de s’inferru Ancu ti prendan finzas a conca. Sogra: Ahi ancora, m’agatto ancora Pro dare penas a tie E si no mi poder biere Ambos ojos ti ch’ogas fora. |
Genero: Che uccidano a fucilate mia suocera Che non mi ha fatto andare a letto con sua figlia Il corvo col falco e il barbagianni Le possano cantare una messa. Suocera: Svegliati mia tribolazione Che un malanno ti assalga, Un male ti rompa la mandibola Nella piu’ tenera età. Genero: Non sono capace ad imprecare Perché Dio non m’ha dato questo talento: Si alzi un grande fuoco guidato dal vento Che non riesca a spegnerlo l’acqua del mare. Suocera: Che il tuo palazzo si possa rovesciare, E ti ritrovi il tetto come fondamenta! Rovesciare si possa il tuo palazzo La croce davanti e tu di seguito. Genero: Svegliati Vincenza civetta Per te canta Lucifero: Le catene dell’inferno Ti leghino fino alla testa. Suocera: Se ancora sono viva E’ solo per darti pena; E se non mi puoi vedere Cavati ti siano entrambi gli occhi. |
