Stoccar'e'Balla

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domenica, 17 settembre 2006

Cosa potevo trovare di meglio per inaugurare la sessione autunno 2006 di questo blog lasciato a marcire per un'estate intera? Niente! Ciò che ho trovato è perfetto!

Quella che segue è una sorta di ballo cantato, unu "dillu" come si chiama in sardo. Un ballo cantato abbastanza ironico dove suocera e genero se ne dicono di tutti i colori. Data la nostra familiarità con i frastimi la posto per me e per la mia amica Lisse, così a su mancu ti torna il sorriso per 5 minuti. Inoltre non potevo che compiere questo atto d'amore in questo giorno designato da noi come perfetto: diciassettesettembre. Tivubbì, ma intanto Bentornata Nenny!

"Frastimare, no isco a frastimare"

 

Generu:

Ancu occana a balla sogra mia

Ca no m’ha dadu sa fizza a colcare

Su colbu cun s’astore ei s’istria

Una missa li pottana cantare.

Sorga:

Ahi ischida tribulia

Malannu chi t’assaccarrede

Unu male chi t’ilbarrede

In sa mezzus pitzinnia.

 

Generu:

Frastimare no isco a frastimare

Ca Deu no m’ha dadu su talentu:

Ancu si peset unu fogu tentu

Chi no l’istudet s’abba e su mare.

Sogra:

Ahi su palattu si potat boltulare,

E ponne’sa cobeltura a fundamentu

Boltulare ti si potta’su palattu

Sa rughe a denanti e tue fattu.

 

Generu:

Ischida’ Pissenta tronca

Ca ti cantada Luciferru

Sas cadenas de s’inferru

Ancu ti prendan finzas a conca.

Sogra:

Ahi ancora, m’agatto ancora

Pro dare penas a tie

E si no mi poder biere

Ambos ojos ti ch’ogas fora.

Genero:

Che uccidano a fucilate mia suocera

Che non mi ha fatto andare a letto con sua figlia

Il corvo col falco e il barbagianni

Le possano cantare una messa.

Suocera:

Svegliati mia tribolazione

Che un malanno ti assalga,

Un male ti rompa la mandibola

Nella piu’ tenera età.

 

Genero:

Non sono capace ad imprecare

Perché Dio non m’ha dato questo talento:

Si alzi un grande fuoco guidato dal vento

Che non riesca a spegnerlo l’acqua del mare.

Suocera:

Che il tuo palazzo si possa rovesciare,

E ti ritrovi il tetto come fondamenta!

Rovesciare si possa il tuo palazzo

La croce davanti e tu di seguito.

 

Genero:

Svegliati Vincenza civetta

Per te canta Lucifero:

Le catene dell’inferno

Ti leghino fino alla testa.

Suocera:

Se ancora sono viva

E’ solo per darti pena;

E se non mi puoi vedere

Cavati ti siano entrambi gli occhi.

 

postato da: NennaOi alle ore 23:31 | link | commenti (3)
categorie: musica, ordinaria follia

Commenti
#1   17 Settembre 2006 - 23:41
 
lovvaaaaaaaaaaaaa!!!!non potevo immaginare un ritorno migliore!!!finalmente!!!:D mi sei mancata troppo!!!questi frastimmi sono allucinanti,devo fare un corso avanzato perchè i miei a confronto sono carezze...:D
comunque...grazie perchè finalmente mi è tornato il sorriso!!!tivvutitititititiitititititibbbì!!!!
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#2   18 Settembre 2006 - 18:14
 
minca o nenni
ritorno in grande stile

un bacio
simo
utente anonimo

#3   18 Settembre 2006 - 20:40
 
ih no poco!
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Commenti